Le Vie Scena contemporanea

8 Ott

22 compagnie italiane e internazionale, per oltre 70 occasioni di spettacolo.  18 prime visioni di cui 12 debutti nazionali e 6 debutti assoluti.

Tutto questo è VIE Scena Contemporanea Festival, giunto alla sesta edizione la cui ricca programmazione si ramificherà, come di consueto, nelle città e nei luoghi di Modena, Carpi e Vignola, con un’unica ma preziosa presenza a Rubiera.

Nove giornate ricche di occasioni di incontro con spettacoli e compagnie scelte tra le più interessanti espressioni della scena contemporanea  mondiale. Scegliere e accompagnare il lavoro delle compagnie è cuore e nucleo dell’attività di Emilia Romagna Teatro Fondazione primo stabile pubblico italiano genitore e promotore di un festival dedicato all’esplorazione della scena contemporanea. VIE si è infatti posto nel corso delle sue edizioni, anno dopo anno, all’ascolto di alcune realtà premiandone .il percorso, scegliendo di seguirne l’evoluzione della loro ricerca scenica. VIE sarà quindi l’occasione di vedere i nuovi lavori di alcune compagnie già ospiti delle edizioni precedenti.

Ecco infatti a Modena il nuovo ambizioso lavoro del Belarus Free Theatre EUREPICA Challenge (dal 10 al 12 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena) frutto del lavoro di 14 dramaturg provenienti da nazioni diverse che hanno accolto la sfida di scrivere un moderno poema epico europeo. I berlinesi Rimini Protokoll tornano con Black Tie (9 e 10 Ottobre – Teatro Comunale, Carpi), lavoro in cui per la prima volta nel loro percorso creativo prendono spunto da una storia di vita vissuta: sul palco una giovane donna, Miriam Yung Min Stein che ci racconta la sua storia, adottata bimba di pochi mesi, da una famiglia tedesca.

Il coreografo e danzatore Jonathan Burrows e il musicista Matteo Fargion, affiatata coppia di performer, presentano a VIE due lavori Cheap Lecture and The Cow Piece (11 e 12 Ottobre – Galleria Civica, Modena), il primo dei quali Cheap Lecture è l’ultima parte di un articolato progetto dedicato all’esplorazione del rapporto tra danza e musica. Sospeso tra ironia e filosofia, è un omaggio dichiarato a ‘Lecture on nothing’ di John Cage, mentre The Cow Piece è un breve e intelligente divertissment che pone al centro della sua attenzione la mucca cui il lavoro e dedicato. Luogo  di ascolti e visioni privilegiate, VIE ospita il debutto assoluto di Atlante del Bianco lavoro di Damasco Corner/Virgilio Sieni (dal 14 al 16 Ottobre – Liceo “Carlo Sigonio”, Modena) compagnia di danzatori non vedenti nata da un lungo e articolato percorso di lavoro  guidato dal coreografo e danzatore Virgilio Sieni insieme al suo gruppo di lavoro. A pochi giorni dal suo debutto al parigino Festival d’Automne sarà a VIE il nuovo lavoro del giapponese Toshiki Okada We are the undamaged others attento osservatore della realtà che ci circonda che mette in scena con il suo stile unico tra danza e teatro (13 e 14 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena).

Alcuni ricorderanno che la scorsa edizione di VIE ospitò Moj Grotowski mostra a lui dedicata nel decennale della morte; il festival rende ulteriore omaggio al lavoro del grande maestro polacco presentando tre lavori del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards laboratorio permanente i cui eredi sono Thomas Richards e Mario Biagini. Di Biagini saranno a VIE, I AM AMERICA (16 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena) ed Electric Party Songs (15 Ottobre – Mattatoio di Carpi) due lavori che esplorano l’universo poetico di Allen Ginsberg, in due differenti approcci, il primo  ‘teatrale’ il secondo musicale. The Living Room di Thomas  Richards (dall’8 al 10 Ottobre – Teatro Storchi, Modena), che da anni ha concentrato il suo lavoro di ricerca scenica sull’arte come veicolo, è un efficace esempio del lavoro del suo gruppo di ricerca.

Tornano a VIE alcune compagnie dell’Emilia Romagna, regione culla di alcune delle realtà più interessanti  della scena contemporanea a livello nazionale e non solo. Ecco quindi, in prima assoluta, il nuovo lavoro dei riminesi Motus Alexis. Una tragedia greca (15 e 16 Ottobre, Teatro Storchi, Modena), tappa conclusiva dell’articolato percorso scenico che la compagnia riminese ha tracciato partendo dalla figura di Antigone. Qui il tema  dell’eterna ribellione dell’antica eroina greca è reso attuale e urgente nell’intreccio con la realtà contemporanea toccando il tragico episodio di cui è caduto vittima il quindicenne anarchico greco Alexandros Andreas Grigoropulos, detto Alexis, ucciso nel dicembre del 2008 da un agente di polizia. Detto Molière primo atto del progetto che Marco Martinelli del Teatro delle Albe  ha dedicato  al più celebre dei drammaturghi francesi debutta a VIE in prima nazionale (15 e 16 Ottobre – Teatro Fabbri, Vignola). Lo spettacolo vede impegnati fianco a fianco attori italiani e belgi, studenti delle scuole come anche gli allievi dell’Accademia di Arte Drammatica di Mons città belga che ne ha ospitato genesi e debutto assoluto. Ne è protagonista un vivace bambino di dieci anni orfano di madre.  Jean Baptiste Poquelin, detto Molière appunto. Il bolognese Teatro delle Ariette sarà a VIE con due spettacoli il primo Racconto di terra (dall’8 al 10 e 16 Ottobre – Polivalente, Modena S. Damaso) nuovo lavoro della compagnia, pensato  per lo spazio in cui si svolgerà, un tendone montato per l’occasione, il secondo Matrimonio d’inverno (dal12 al 15 Ottobre – Oratorio, Collegara di Modena), momento conviviale che si unisce alla forma del racconto dei venti anni di matrimonio di Paola e Stefano che della compagnia sono i fondatori. Sonia Brunelli artista dal rigoroso percorso artistico sarà a VIE con Barok (15 e 16 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena), nato dalla sua unione artistica con la compositrice Leila Gharib, unione che ha dato vita alla compagnia Barokthegreat. Anche questa edizione di VIE, come la scorsa, riserva spazio e attenzione ad alcune produzioni nate nell’ambito di Prospero, progetto europeo fortemente voluto da Emilia Romagna Teatro Fondazione partner italiano di un network internazionale che vede riunite sei prestigiose istituzioni teatrali: il Théâtre National de Bretagne di Rennes, il Théâtre de la Place di Liegi, la Schaubühne di Berlino, il Centro Cultural de Belém  di Lisbona, ed il Tutkivan Teatterityön Keskus di Tampere.

Ecco a VIE il lavoro dell’affermato regista ungherese Galin Stoev. Stoev solitamente incline a lavorare su testi di drammaturgia contemporanea, mette in scena La vie est un rêve (8, 9 e 11 Ottobre – Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”, Modena), di Pedro Calderon de la Barca testo capitale del Teatro Barocco spagnolo e lo fa con il cast di attori del belga Theatre de La Place. Il bretone Teatro di Rennes presenta a VIE QUAI OUEST (dall’8 all’11 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena), del geniale drammaturgo francese Bernard-Marie Koltès qui nella lettura registica di Rachid Zanouda, allievo della scuola del teatro francese. Sarà a VIE in esclusiva italiana il nuovo lavoro del brasiliano Enrique Diaz, Otro (or) weknowitsallornothing (9 e 10 Ottobre – Tetaro Herberia, Rubiera). Artista originale il lavoro di Diaz si connota per un metodo di lavoro che si basa sull’improvvisazione e sul lavoro collettivo in un continuo e proficuo scambio di esperienze al confine tra teatro, musica, video e performance art. Uno dei registi italiani più interessanti della sua generazione Antonio Latella, presenterà a VIE tre lavori di Teatro Anatomico progetto di drammaturgia contemporanea dedicato al tema del Fondamentalismo. Rosa lux, La fame e Misfit like a clown (15 e 16 Ottobre – Galleria Civica, Modena) tre monologhi scritti e diretti da donne dedicati a figure che hanno lottato, in alcuni casi fino alla morte, per le proprie idee.

Di sapore completamente diverso il lavoro dei Muta Imago compagnia romana che seppur giovane ha trovato una sua precisa cifra espressiva di teatro che si costruisce intorno a idee e sensazioni. In scena Madeleine (14 e 15 Ottobre – Teatro delle Passioni, Modena) terzo episodio di una trilogia dedicata al tema della memoria i cui episodi precedenti erano (a+b) alla terza e Lev. Madeleine, è la storia di un’attesa. Ancora, Massimo Furlan performer di origine italiana ma nato e cresciuto in svizzera presenta 1973 (8 e 9 Ottobre – Teatro Fabbri, Vignola) sorprendente  lavoro giocato sul filo della memoria personale che si fa collettiva, in cui l’autore reinterpreta uno dopo l’altro i concorrenti di Eurovision de la Chanson, concorso canoro, storico appuntamento annuale trasmesso in diretta televisiva nell’anno del titolo. Un flash back sulla musica  di quegli anni, sul mondo del pop televisivo. Anche per questa edizione VIE conferma attenzione al mondo della danza. Due personalità di spicco della danza contemporanea che non necessitano di presentazioni, Mathilde Monnier & La Ribot, con Gustavia (15 e 16 Ottobre – Teatro Comunale “Luciano Pavarotti”, Modena) trovano una preziosa occasione di lavoro comune,  forti di un’amicizia personale di lunga data. Daniel Linehan giovane performer americano presenta a Modena due lavori Not About Eveyithing intenso assolo e Montage for three performance in cui danza e fotografia cercano un dialogo possibile (dall’8 al 10 Ottobre – Galleria Civica, Modena).

Ancora: non mancheranno a VIE due momenti musicali importanti come il concerto degli inglesi The Irrepressibles (9 Ottobre – Teatro Storchi, Modena), originale gruppo capace di sorprendenti invenzioni sonore arricchite da una presenza scenica di rara teatralità e spettacolarità. Pippo Delbono sarà il protagonista di un evento inedito: un vero e proprio concerto (10 Ottobre – Teatro Storchi, Modena). Già da qualche tempo l’artista ligure sta collaborando e sperimentando una sua ricerca musicale con alcuni musicisti italiani e internazionali, un percorso che in occasione di VIE lo porterà sul palco dello Storchi in un concerto in prima assoluta. Con lui si esibiranno il gruppo toscano Les Anarchistes e Francesco Agnello già collaboratore di Ariane Mnouchkine e Peter Brook.

Ancora: incontri con gli artisti, presentazione di libri e molto altro

Il programma completo di VIE è on line http://www.viefestivalmodena.com

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